Tarallucci e vino
// October 16th, 2007 // Calcio

Come volevasi dimostrare. Abbiamo atteso la sentenza e lo abbiamo fatto per scrupolo, ben sapendo che la giustizia non è uguale per tutti. A San Siro si può anche chiudere solo un anello della curva, i milanesi non meritano di essere trattati come bestie, come napoletani. Moratti si è detto sorpreso di tanta severità, lo stesso Moratti che aveva così commentato gli striscioni: “Non servono a niente, non incitano la squadra”. Grazie signor Moratti, noi non ci saremmo mai arrivati e grazie per non aver usato le parole indegni, vergognosi, squallidi, razzisti. Grazie di cuore. Perché la stessa idea di chiudere un solo settore non sia venuta anche per il San Paolo è un mistero. Pensando male ci verrebbe da dire che un po’ di razzismo c’è, che il danno economico di chiudere uno stadio e non solo un settore è maggiore, che non si può frenare la corsa dell’Inter capolista. Qualcuno avrà pensato se usare la stessa mano dura oppure chiudere entrambi gli occhi e dopo una settimana di intense riflessioni a qualcuno è venuta l’idea giusta, una giustizia a metà. Tarallucci senza vino. Napoli ci ha fatto il callo a quel dito sempre puntato contro, e non solo nel calcio. Ci ha fatto il callo a sentirsi accusata, a vedere ingigantiti i propri già gravi problemi. Ci sono incivili che per uno strano ragionamento se hanno il dialetto partenopeo sono più incivili di quelli con accento lombardo. C’è un razzismo ben radicato e che se viene messo alla luce passa per il “solito piangersi addosso dei napoletani”. E allora che lo lascino aperto San Siro, che evitino di prendere in giro la nostra intelligenza e si prendano tutti le responsabilità della loro becera cultura di chi si sente superiore ma non lo è. Di chi chiude quello stadio perché a vederlo pieno vengono i brividi, ma viene anche una brutta invidia.








