De Laurentiis: “Hamsik non si muove”

// March 31st, 2008 // Calcio, Napoli

Aurelio De LaurentiisIn un calcio ”vecchio” come quello attuale, il Napoli potra’ puntare allo scudetto tra ”3 e 7 anni”. Se il pallone sara’ capace di attuale ”una rivoluzione”, i programmi del presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis cambieranno. ”Se dal 2011 c’e’ un campionato europeo con 120 squadre, 6 gironi da 20 squadre e un miliardo di spettatori… piatto ricco mi ci ficco e allora ci divertiamo”, dice ai microfoni di ‘La politica nel pallone’, su GR Parlamento. ”Se faccio un film in America, posso investire 150 milioni di dollari. Se prendo Tom Cruise per un film -aggiunge utilizzando il cinema come riferimento-, non mi preoccupo di spendere 100 milioni di dollari perche’ so che il prodotto e’ esportabile”. Quindi, in un contesto idoneo sarebbe logico anche l’investimento per acquistare un altro Diego Armando Maradona. ”Lui e’ unico, come attore ci ha fatto impazzire”, dice ricordando un film nel quale ha recitato anche il Pibe. Il pallone del 2008 non offre condizioni per investimenti ‘monumentali’: e’ obsoleto, caotico, irrazionale. In altre parole, ”roba da film’. Incomprensibile, per un uomo di spettacolo, programmare eventi di pomeriggio. ”Cari maschi, cari uomini: stiamo con le compagne fino ad una certa ora e poi andiamo allo stadio alle 20.30”, dice. ”Lo spettacolo comincia la sera anche al cinema, e’ strano entrare in sala alle 15.30”. Il calcio italiano in particolare, e quello europeo in generale, hanno un difetto: ”C’e’ un caos totale, e’ tutto vecchio”, dice soffermandosi sulle contraddizioni di un calendario che fatica a conciliare impegni nazionali e internazionali.

”Ci sono 2 coppe, ma un torneo ha scarso peso. Poi c’e’ anche l’Intertoto…”, dice prima di toccare il tasto dolente in ambito italiano. ”Dopo 2 anni non siamo ancora arrivati al risultato dell’investigazione su calciopoli. Ridicolo”, racconta. ”Con il caos di ‘calciopoli’ mi ritrovai catapultato in un mondo nuovo, mi feci un’idea di errori e limiti del pallone italiano”, dice ripensando all’estate 2006. ”Come societa’, noi siamo partiti da zero. Il Napoli non e’ stato retrocesso, io ho preso un club che doveva ripartire da zero”. L’avventura di De Laurentiis a Napoli poteva cominciare gia’ nel 1999: ”Mi sono presentato dall’allora presidente Ferlaino con un assegno, ma disse di no”. Tutto rinviato al 2005: ”Io ho preso il Napoli quando il campionato di serie C era gia’ cominciato. Abbiamo creato uno squadra in pochi giorni: quei tempi sono stati quasi eroici, oggi mi sembrano scene di un film comico”, dice. ”Non sapevo cosa fosse un centravanti o un centrocampista. Ho avuto la fortuna di trovare il Napoli in serie C, ho potuto fare la gavetta e diventare una sorta di studente: da una parte gestivo i miei affari nel cinema, con lo stomaco e con il cuore mi sono dedicato al Napoli”. Adesso il progetto sta decollando, grazie a giocatori che il presidente considera come attori ”vincolati da un’esclusiva”. Chi vuole un talento come Marek Hamsik, quindi, deve mettersi l’animo in pace: il centrocampista non si muove.

Diversa la situazione dell’allenatore Edy Reja: ”Siamo tra gentiluomini, considero il tecnico come uno di famiglia: lo stimo e gli voglio bene, non vedo perche’ dovrei cassare il suo nome. Ci sono programmi e obiettivi: deve decidere lo stesso Reja. Se non se la sente, rimaniamo amici. Dove ci sono insoddisfazioni, vengono fuori le insicurezze”. L’obiettivo del Napoli per il prossimo anno e’ tra il sesto e l’ottavo posto. ”Andiamo avanti a piccoli passi -dice- anche se quest’anno avremmo potuto avere anche 15 punti in piu”’. Bocca cucita sui possibili nuovi acquisti. ”Dico solo che i requisiti morali sono fondamentali: non devono esserci eroi di prima serie e eroi di seconda serie. E’ inutile andare a prendere l’Adriano della situazione, che nello spogliatoio lascerebbe gli altri affascinati ma anche spaventati”. De Laurentiis direbbe no anche ad Antonio Cassano, che non coordina ”intelletto e qualita’ calcistiche. E’ un grande campione, ma e’ come se avesse due personalita’. E una gli crea problemi”.

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