// October 31st, 2008 // No Comments » // Calcio, Napoli
Sabotaggio. L’ipotesi è inquietante ma è forte il dubbio che il mezzo blackout dell’altra sera al San Paolo sia stato cercato, voluto, preparato. Infatti, se alla mezz’ora del match con la Reggina s’è spenta all’improvviso la metà dei riflettori è stato perché nel gasolio del generatore c’era acqua. E nei serbatoi del gasolio l’acqua non può entrarci da sola. Neppure se piove. Neppure se sullo stadio s’abbatte un nubifragio. «Questo vuol dire che per scelta oppure accidentalmente là dentro qualcuno l’acqua ce l’ha messa», afferma l’assessore allo Sport Alfredo Ponticelli. «Per accertarlo – aggiunge – ho avviato un’inchiesta interna. I tecnici sono già al lavoro». E i tecnici hanno ricostruito quello che è successo: l’acqua che era nel gasolio è arrivata in una delle valvole d’aspirazione e ovviamente l’ha bruciata. Di qui lo spegnimento delle luci. E se il San Paolo non è rimasto al buio, se comunque la partita non è stata sospesa, è solo perché il generatore autonomo provvede solo a metà dell’illuminazione dello stadio, mentre all’altra metà ci pensa l’Enel. Un dispositivo di sicurezza pure questo. «Il danno è stato immediatamente riparato – spiega l’assessore Ponticelli – perché quando si gioca c’è sempre una squadra di tecnici pronta ad intervenire in caso di bisogno. Infatti, dieci minuti appena e tutto è tornato come prima. Un accidente che, mi è stato assicurato, non si ripeterà». Si chiama pioggia, invece, l’altra emergenza stadio. Il rischio allagamento esiste sempre, ma qualcosa qui è cambiato. Nel senso che in passato, in presenza di forti precipitazioni, il fiume d’acqua che attraverso le fogne arrivava dalle zone a monte dello stadio, trovando la strozzatura determinata dal sottopasso di piazzale Tecchio risaliva e in buona parte si riversava proprio nello stadio. Vi finiva dentro dall’alto, dalle feritoie, arrivando ad allagare il San Paolo sino ad un’altezza di due metri. Oggi, invece, ma non è certo una consolazione, grazie ai lavori effettuati (ma non ancora ultimati) all’esterno dello stadio gli allagamenti sono, come dire… assai più «contenuti». Ovvero, a meno di vere e proprie alluvioni, difficilmente capiterà quel che è capitato già in passato. Oggi, però, accade che quando piove, anche quando piove poco, l’acqua non cade più dall’alto ma risale dai pozzetti dei servizi e straripa sino agli spogliatoi. Dove è già arrivata un paio di volte coprendo tutto per due o tre centimetri «soltanto». Tant’è che mercoledì sera, già alle prime gocce, mentre in campo di giocava, nei pressi degli spogliatoi c’era già un gruppo di lavoratori con scope e secchi e pronti ad intervenire. Il San Paolo è anche questo.
Fonte: Il Mattino