De Laurentiis a Napoli, Donadoni è sotto esame
// September 25th, 2009 // Calcio, Napoli
De Laurentiis torna oggi a Napoli. Lo attende il sindaco Iervolino per discutere del San Paolo. Ma un altro caso turba il presidente: l’infelice partenza della squadra allestita con un rilevante sforzo economico, 52 milioni. Appena 4 punti in 5 partite, una crisi evidente per la quale Donadoni non ha ancora trovato la soluzione. Il patron ha deciso di intervenire. Trascorrerà tra Napoli e Castelvolturno non soltanto questo week-end, ma anche la prossima settimana perché vuole capire cosa succede a una squadra che era stata indicata dagli addetti ai lavori tra quelle meglio costruite. Dieci giorni di full immersion nei problemi degli azzurri, di Donadoni e di Marino, aspettando i risultati. De Laurentiis aveva fissato una scadenza: «Dopo le prime sette partite faremo un bilancio». Il Siena tra due giorni e la Roma il 4 ottobre. Due giorni dopo De Laurentiis tornerà a Los Angeles per seguire il prossimo film di Natale e, prima di partire, vuole la svolta. L’analisi del lavoro di Donadoni e del Napoli sarà minuziosa. Questi giorni, queste ore, dovranno risolvere i dubbi del produttore cinematografico. La partita con il Siena, che ha gli stessi punti degli azzurri, diventa decisiva per l’ex ct della Nazionale, assunto a metà marzo per avviare il progetto di rilancio. Se fallisse contro i toscani, Donadoni potrebbe essere esonerato, senza aspettare la partita dell’Olimpico. Ci sono due ipotesi: Delio Rossi e Walter Mazzarri, che nella scorsa primavera hanno chiuso le esperienze con la Lazio e la Sampdoria. Suggestiva un’altra pista: Roberto Mancini, innamorato di Napoli, però legato all’Inter da un milionario contratto fino al 2012. Donadoni prova a far finta di niente e chiede alla squadra lo scatto d’orgoglio.
Rientrato ieri mattina da Milano, senza incrociare neanche un tifoso a Capodichino, il tecnico ha portato la squadra a Castelvolturno per allenarla. Prima, però, c’è stato il rapporto ai giocatori, durato quasi un’ora. «Voglio più personalità». E un accenno al 3-5-2, il modulo che potrebbe essere cambiato: non dà garanzie e non fa esprimere al Napoli il gioco offensivo che De Laurentiis vuole vedere. Oggi primo test: alla seduta d’allenamento, contrariamente all’abituale programma, i giornalisti potranno assistere. Disorientati il presidente e i tifosi mercoledì sera. Il primo cambio è arrivato sull’1-3: un difensore, Aronica, al posto dell’infortunato Santacroce e non un attaccante. E poi non si vedono gioco e carattere, la personalità dell’allenatore – evidenziata da De Laurentiis quando l’ex ct arrivò a Castelvolturno – non si è ancora vista. Nei colloqui che avrà con Donadoni e Marino (ieri non rientrato con la squadra) il presidente cercherà di capire quali sarebbero i problemi di Cigarini, il regista ritenuto fondamentale e finito mercoledì in panchina, e di Quagliarella, ancora non entrato in sintonia con Lavezzi. De Laurentiis ha ricevuto incoraggiamenti dai tifosi napoletani incrociati mercoledì sera al ristorante «da Giannino» e ieri mattina all’aeroporto di Linate. Donadoni e gli azzurri sono arrivati quando il presidente s’era già diretto al «gate» per volare a Roma. Con il tecnico una telefonata, però altri saranno i discorsi in questi giorni, in queste ore, in questi minuti. È arrivato il momento della verità e De Laurentiis lo affronterà senza lasciarsi prendere dall’istinto. Ai microfoni di Sky, pochi minuti prima di Inter-Napoli, era stato chiaro: «Capisco l’emotività, però se non la si controlla a volte ci porta verso decisioni completamente sbagliate e sgangherate. Siamo qui per costruire qualcosa di duraturo, che rappresenti una bandiera per i napoletani». Poi il durissimo ko al Meazza: la situazione ora rischia di precipitare.
Fonte: Il Mattino









Non so cosa potrebbe fare il Presidente che non abbia già fatto.
La squadra non riceve gli stimolo giusti dall’allenatore che
era stato chiamato ha sostituire Reja e il suo vecchio modulo.
Come mai dopo quasi 10 mesi giochiamo con lo stesso 3-5-2 e
dopo avere venduto Mannini e Vitale che potevono giocare con questo modulo.Tutto mi fà pensare che Marino e Donadoni non siano d’accordo sul modulo da adottore,altrimenti certi movimenti di
mercato non si capiscono.Donadoni erà stato preso per valutare
se c’era la possibilità di giocare con il 4-3-3 e quali uomini servivono per questo modulo,ora dice che non può abbondonare
il 3.5.2 almeno di non mettere fuori squadra qualche giocatore
importante. Ma scherziamo!! Gli uomini che ha il Napoli sono adatti a tutti i moduli,perchè se non ci sono vuol dire che la Società non ha ascoltato le richieste dell’allenatoree, se queste richieste non sono rtate soddisfatte Donadoni da uomo serio qual’è dovrebbe
dirlo e comportarsi di conseguenza e cioè dare le dimissioni
dicendo chiaro e tondo che Marino e il Presidente anche
spendendo 52 milioni non haqnno comprato i giocatori
che l’allenatore riteneva indispensabili(certo non ha richiesto
Ronaldo o Messi o Kaka).Se invece la Società ha comprato i giocatori da lui richiesti vuol dire che ha scelto male.
Poi ci deve spiegare perchè Cigarini fuori non certo per
Pirlo per D’Agostino o Diego ,ma per far giocare Bogliasino
e poi Pazienza invece di un attacente.Datolo in tribuna
quando ormai tutti lo ritengono il migliore giocatore del Napoli.
.O non capiamo niente di calcio,dopo 40 anni di partite
studiate e viste e Donadoni è un genio,o l’allenatore è in totale
confusione e ,questo mi dispiace ma lo ritengo utile e indispensabile,va esonerato al più presto e al suo posto
chiamare Delio Rossi,forse non si andrà in Europa ma ci
divertiremo.