De Laurentiis: “Obiettivi ambiziosi ma senza fare follie”

// January 27th, 2010 // Calcio, Napoli

Aurelio De LaurentiisAlla fine s’è divertito a distribuire anche gli Oscar, lui che del cinema è un maestro e per spiegarti di Quagliarella magari tira in ballo quella volta che Alberto Sordi gli disse che… Ha preso in mano le statuette, Aurelio De Laurentiis, e le ha assegnate, dopo doverosa meditazione: «Avatar», James Cameron, George Clooney… Ha anticipato quello che accadrà a Hollywood tra un mese o poco più, snocciolando nomi del firmamento cinematografico. Più immediata, istintiva, la scelta degli altri Oscar, quelli del calcio. E anche più «di cuo­re»: okay, il Barcellona non si può trascurare, ma poi largo al- l’amore per il Napoli, per quel Mazzarri che ha cambiato la storia della sua squadra e per il redivivo Christian Maggio. Aurelio De Laurentiis, produttore di successo mondiale, ora anche presidente con vista sull’Europa, non ama il mon­do del calcio così com’è. In questa intervista, ce l’ha detto in modo chiaro. E ci ha spiegato come vorrebbe cambiarlo. Per girare un film migliore, dice lui. Migliore e più redditizio. Intanto, tra un bilancio in attivo e una pellicola da lancia­re, sogna assieme al Napoli. E Napoli sogna grazie a lui. Se poi arriverà davvero la Champions, sarà proprio un film da Oscar.

IL PROGETTO - Il Napoli vola, Napoli sogna. De Lau­rentiis, il momento è eccezionale. «No, niente di eccezionale. E’, sempli­cemente, un momento in cui paga la se­rietà» . La serietà di chi? «Di Mazzarri, innanzitutto. Ha una grande serietà professionale. Oltre alla competenza, ovviamente. E all’umiltà» . A quanto pare ha avuto una grande in­tuizione, individuando un allenatore pie­no di qualità. «Sa come si è comportato Mazzarri con i calciatori? Si è fatto un’idea iniziale, na­turalmente, per affrontare le prime par­tite, ma poi si è sottoposto a un confron­to con loro, offrendo a tutti l’occasione di sfruttare le doti che ciascuno ha. Umi­le, appunto» . I risultati si vedono. «Certo. In Grava, ad esempio: un cal­ciatore straordinario. Ha una capacità di interpretare il proprio ruolo e una lealtà professionale che gli permettono di fron­teggiare i suoi limiti: l’età, oppure l’al­tezza non proprio elevata. Ora ha un ren­dimento strepitoso». Mazzarri è il miglior acquisto da quan­do è nel calcio? «E’ l’allenatore che volevo, anche due anni fa. L’ho preso in ritardo, ma so che insieme ci toglieremo grandi soddisfa­zioni. E’ l’uomo giusto per cominciare il mio secondo quinquennio alla guida del Napoli» . Un quinquennio che, a sentire proprio Mazzarri, può portare allo scudetto. Un sogno, un’illusione o la realtà? «Con i miei film ho sempre regalato al­la gente sogni che sono realtà perché so­no ancora lì, dopo tanti anni, a disposi­zione di tutti: non ho mai illuso nessuno. E con Mazzarri sono in totale sintonia. Il calcio, però, è diverso dal cinema e in­nanzitutto devo garantire ai tifosi del Na­poli che non ci saranno mai più rischi né di serie B, né tanto meno di fallimento. Gli obiettivi di questo quinquennio, co­munque, sono ambiziosi. Ambiziosi e complessi» . Complessi? «Lavoro per l’internazionalizzazione del calcio, secondo un’idea innovativa che sto maturando di giorno in giorno. Intanto sistemo i tasselli: ho costruito una rete di osservatori, che prima non avevamo, e sto studiando con Mazzarri un progetto per i giovani».

Fonte: Corriere dello Sport

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