Del Piero, Gasperini, Mou e gli arbitri: una domenica bestiale
// February 15th, 2010 // Calcio, Napoli
Alessandro Del Piero ha esordito in prima squadra nel 1992, aveva la maglia del Padova e si preparava a iniziare una carriera destinata a restare nella storia del calcio italiano. Da sempre è considerato un esempio di lealtà e sportività, un vero signore. Nulla da eccepire. Mai una parola fuori posto e una diplomazia da fare invidia a dirigenti navigati. Sul campo è uno che protesta spesso e volentieri a volte sopra le righe ma senza mai dare nell’occhio, con una certa pacatezza che gli ha consentito di essere indicato come esempio da seguire per i più piccoli. Certo a voler esser cattivi e attenti si può dire che nel corso della sua carriera ci sono stati dei brutti episodi, svariati “vaffa” agli arbitri, svariati interventi duri non puniti magari per vendicare un brutto intervento subito. Ieri però Alessandro Del Piero ha perso la faccia. Perchè ci vuole coraggio e una buona dose di arroganza per affermare che la decisione di Mazzoleni sul presunto fallo di Papastathopulos fosse giusta, anzi evidente come afferma lo stesso Del Piero che poi sottolinea di non essersi reso conto di essere fuori area omettendo la verità alla vista delle immagini in tv. Quasi come se non dicendolo la cosa passasse inosservata, come a voler difendere il vantaggio arbitrale, in una logica perversa che spesso ricorre nel calcio come ha insegnato il presidente dell’Udinese Pozzo. Possiamo credere alla buona fede di un campione spesso al di sopra di ogni sospetto ma ci saremmo aspettati una candida ammissione di fronte all’evidenza delle immagini, invece solo sorrisetti e risposte piccate a Gasperini.
Gasperini che invece non perde occasione per parlare del Napoli, forse per un senso di inferiorità che lo attangalia inconsciamente. Ieri il tecnico ha protestato per l’arbitraggio di Mazzoleni ma ha tenuto a sottolineare che non vuole essere associato al Napoli. E menomale aggiungiamo noi perchè la cosa è reciproca. Certo è facile dirlo dopo essere stati avvantaggiati nettamente dalle decisioni arbitrali nel doppio confronto con i partenopei, senza voler andare troppo dietro a Genoa-Napoli della stagione scorsa. Il paradosso è che Gasperini è proprio come Del Piero, dietro la maschera della signorilità c’è il volto di chi non sa perdere e non sa dove sia di casa la sportività.
Il capitolo Mourinho invece è proprio tutto da ridere. Le sue interviste di ieri dopo Napoli-Inter sono la sintesi perfetta del personaggio Mourinho, il re del paradosso. La sua intervista inizia infatti con un elogio a Rosetti che è in realtà ironico e proposto solo per sottolineare le continue decisioni sfavorevoli, prese a suo parere dal direttore di gara contro l’Inter in diverse gare. Dopo questa filippica poi aggiunge che il Napoli si è lamentato e De Laurentiis è sempre in tv a parlare e lamentarsi, evidente il controsenso del suo discorso eppure non c’è un giornalista che sia uno che gli dica semplicmente “Ma perchè tu cosa hai appena fatto?”.
Dulcis in fundo. La Juventus deve andare in Champions. Ormai è chiaro ma non solo per le assurde decisioni arbitrali. C’è un meccanismo perverso che si sta scatenando e non porterà a niente di buono per i colori azzurri. L’errore di ieri, paragoabile alle peggiori mostruosità di moggiana memoria, è passato quasi inosservato o meglio è stato analizzato ma senza porre l’accento almeno sul perchè la Juve sia stata così avvantaggiata negli ultimi tre match (rigore contro la Lazio, gol in fuorigioco a Livorno e rigore contro il Genoa). Strano che tra tanti giornalisti, sempre pronti a cercare il marcio dove non c’è, nessuno sai sia chiesto il perchè di tanti aiuti. Il bello è che ora a passare per avvantaggiato sarà persino il Napoli per il rigore non concesso all’Inter per il fallo di mano di Aronica. Tranne poche eccezioni però ci si dimentica che Muntari andava espulso, Cambiasso idem e Snejder pure. Con questo spirito non si può cha auguare ancora a tutti di passare un buon San Valentino…







Mi ripeto ancora una volta. Non è che c’è un complotto a favore
della Juve ma sono gli arbitri che sono scarsi e facilmente
suggestionabili dal nome della squadra che stanno arbritando.
Mazzoleni se voleva aiutare la Juve poteva dirigere la partita verso lo stesso risultato arbritando in maniera scentifica,non dandogli
un rigore inestistente anche per uno che non ha mai visto una
partita di calcio.I vecchi giornalisti dicevano che un arbitro poteva
favorire una squadra in tanto modi ma non certamente come ha fatto Mazzoleni che per quel suo errore non arbriterà per molto tempo.Purtroppo mancono arbitri bravi e quei pochi che ci sono
sono troppo giovani per arbitrare partite inportanti.
Se Collina doveva far crescere una nuova leva di arbriti bravi
e coraggiosi Ha fallito e deve lasciare il posto a qualcuno
più capace di lui a quel posto di comando,era bravissimo
in campo ma dietro la scrivania non è cosa.