Mazzarri: “Quagliarella è stato sempre coccolato. Per diventare una grande bisogna accettare la concorrenza”
// September 2nd, 2010 // Calcio, Napoli
Walter Mazzarri ha parlato in conferenza stampa da Castelvolturno, facendo il punto sul mercato e su Quagliarella: “Il passo fondamentale è stato mettere nelle mie mani il numero giusto di giocatori per ogni ruolo per poter lavorare bene. Credo che certe cose vadano dette prime tra di noi in società e certe cose non si possono dire a tutti, anche perchè ilcalcio non finisce oggi e magari a gennaio certe possibilità si riaprono e certi giocatori di cui abbiamo parlato in privato possono diventare di nuovo nostri obiettivi. Questo è il mio Napoli ma non da ora, lo era anche l’anno scorso. I giocatori traducono tutto quello che ci diciamo nelle segrete stanze che poi tanto segrete non sono, la cosa mi fa piacere perchè io sono una persona trasparente. Il mio Napoli è quello che non molla maglia. che ha un anima e con giocatori che pensano al gruppo e non a se stessi.
QUAGLIARELLA “Il discorso di Quagliarella è lungo ci sarebbe tanto da parlarne. Nel calcio la memoria è corta e ci si dimentica tutto in fretta. Ho avuto con lui un ottimo rapporto professionale e credo sia stato coccolato da tutta la società. Quando sono arrivato io la situazione era particolare e anche lui non era nelle migliori condizioni ma tutti insieme lo abbiamo aiutato a crescere e riconquistare la Nazionale che aveva perso. L’ho aiutato e difeso anche davanti alle vostre critiche e quelle del pubblico, mi avete criticato di averlo fatto giocare quando non stava benissimo ma ritenevo che dovesse recuperare perchè è un grande giocatore. Lui è stato fuori nella famosa partita contro la Juventus e lui era stanco, è stata l’unica volta in cui ho pensato di preservarlo dal fuoco incrociato. Il comunicato che ha fatto in cui ha ringraziato tutti è quello vero, poi c’è stata quella frase che ha poi precisato con il procuratore. Quest’anno è tornato dal Mondiale, tutti contenti per come aveva giocato.
Poi ho chiesto alla società di prendere Cavani perchè se qui al Napoli vogliamo fare qualcosa di importante ed essere alla pari delle grandi, dobbiamo accettare la mentalità dei grandi club. In più c’era anche l’Europa League quindi ogni singolo doveva accettare di poter restare anche fuori. In più gli ho detto che gli avrei dato meno spiegazioni perchè li volevo in competizione tra di loro. Lui nel frattempo è iniziata la stagione e ha sempre giocato titolare anche se non in forma, già mi stavated pungolando perchè ritardavo l’inserimento di Cavani. Vale la regola che vale pre tutti, chi non è felice e convinto di restare. Nessuno li manda via, chi è andato via lo ha fatto perchè non ha accettato il suo ruolo. Io sono rispettoso di qualsiasi scelta purchè chi le prende se ne assuma le responsabilità. Ho sperato di poter giocare con le tre punte e Hamsik a centrocampo, ma conta solo il Napoli e si pensa solo a fare il bene del Napoli. Il discorso di base è che quando si va via non si deve tornare sul passato.
Chi non rientrava nei piani lo sapeva, è stato messo fuori rosa come Pià, Amodio e altri. Lui non solo non lo era ma ha sempre giocato titolare. Quagliarella non lo ha mai messo in discussione nessuno, quest’anno si era già cominciato ad alternare. Ho voluto prendere Cavani sapendo di avere Hamsik, Lavezzi e Quagliarella per dare competizione al reparto poi avrebbe parlato il campo. Non è vero che con lui non parlavo più, sono cose dimostrabili, ci sono i testimoni. Con chi gioca parlo per dare spiegazioni ma poi non ho altro da dire, devo parlare di più con chi resta fuori. Ad esempio con Cavani che all’inizio era in panchina e per giunta era anche nuovo. Quagliarella lo volevo anche alla Sampdoria l’ho perso alle buste ma l’ho sempre stimato”.
RINAUDO “Rinaudo mi ha detto che dopo un anno docì voleva andare a giocare, poi ha avuto la possibilità della Juventus e non ha voluto rinunciare. Si è preso le sue responsabilità e ci siamo salutati con grande amicizia, ma è un discorso che vale per tutti i giocatori che sono stati ceduti”.
CIGARINI “Cigarini non rientrava in pianta stabile negli equilibri di squadra, è un giocatore giovane che può crescere. Siamo felici della convocazione perchè è ancora un capitale del Napoli. La sua scelta di andare a fare questa esperienza è stata condivisa dalla società”.
LUCARELLI “Quando un allenatore firma un contratto per tre anni deve prima dire le sue idee alla società. Io voglio qui giocatori motivati perchè questo vuole il calcio moderno. Quando ho consigliato Lucarelli è perchè in base a considerazioni economiche e tattiche lui rispondeva all’identikit, perchè voleva fortemente venire qui per sfidare chi dice che sia finito, è venuto qui rimettendoci anche dei soldi, quindi più motivazioni di questo non se ne possono avere. sta facendo tanti sacrifici e onorando la maglia. L’anno scorso nel Livorno ha fatto 10 gol in una stagione andata male per la squadra. Se non fosse partito Quagliarella sarebbe stato il quinto attaccante, al poto di Hoffer. Poi è arrivato anche Sosa che ci da un ulteriore alternativa. Oggi ne ho parlato perchè sono stato tirato in ballo, ne parlo adesso poi basta perchè da domani si pensa solo al Napoli. Quando c’è la partita penso solo a quello non c’è giocatore che tenga per questo non ho parlato prima o dopo le partite con Elfsborg e Fiorentina. Gli episodi in campo di insofferenza fanno parte del gioco, tutti li hanno vi dico che Lavezzi domenica è uscito e non mi ha dato la mano e nessuno può mettere in dubbio il nostro rapporto. “.
CAVANI “L’ho voluto fortemente perchè quando ci ho parlato ho sentito il suo entusiasmo verso una piazza così importante. Sempre perchè vogliamo portare in alto questa squadra, è stato entusiasta anche sapendo che poteva aspettare qualche altra società. E’ uno che segna ma si sacrifica anche per la squadra”.
DOSSENA “L’anno scorso non era il vero Dossena, è un buon acquisto”.
DENIS “Denis l’ho salutato con un abbraccio, con lui sono stato chiaro gli ho detto che nessuno lo mandava via ma con l’arrivo di Cavani per lui ci sarebbe stato meno spazio. Gli ho detto le cose come stavano, ci mancherebbe altro che un allenatore non possa dire queste cose chiaramente”.
DUMITRU “E’ un investimento importante è un giocatore di prospettiva, le promesse possono essere mantenute ma anche non esserlo. Dipende anche dal carattere e da tante altre cose, c’è da lavorare e farlo crescere in una piazza importante come questa senza scossoni particolari. E’ ancora in età di Primavera quindi qualche volta potrebbe giocare con loro”.








