// June 4th, 2009 // No Comments » // Calcio, Napoli
Domani, sì: e dopo Quagliarella sarà Cigarini; e poi, a seguire, un occhio su Pellissier e l’altro su De Ceglie, per dare al Napoli del futuro una sua struttura tecnica e anche fisica, per lasciare a Donadoni un graffito. Luca Cigarini è il professore, ventitré anni ma piedi allo zuccero filato e una testa piena di materia grigia, il Pirlo della sua generazione, la risposta italiana a Cesc Fabregas, il regista: e, ciak, si firma, domattina, con appuntamenti già fissati sull’asse Napoli-Parma-Atalanta, per riportare fedelmente nero su bianco quanto concordato in passato. Cinque anni Quagliarella, cinque anni Cigarini, perché i cicli proseguono a lustri, perché il quinquennio che verrà dev’essere caratterizzato dalla continuità, perché il basso profilo è da bandire e Donadoni – confessatosi a Bratislava, martedì sera, e ieri ritrovatosi sui siti slovacchi – possa continuare a vivere serenamente le sue vacanze: «Il progetto è partito splendidamente con l’arrivo di Quagliarella e sono convinto che De Laurentiis e Marino continueranno su questa strada. Mi hanno già accontentato con l’attaccante, sono soddisfatto. E spero di avere in ritiro anche Hamsik e Lavezzi».
Quel che resta di Hamsik, al di là dei nove gol e di una stagione vissuta sulle montagne russe, è una dichiarazione d’intenti e d’amore che plana su Napoli grazie a Internet, ormai prodiga di confessioni: l’amichevole con lo Slovan è appena stata consegnata agli archivi, la festa è ancora lì intorno a quel prodigio slovacco eletto eroe in Patria e fuori, e il futuro si staglia nitido all’orizzonte. « La mia ultima partita con la maglia azzurra? Non vedo assolutamente ragioni perché sia così. Io in Italia e a Napoli sono felice, però è chiaro che non posso prevedere dove giocherò un giorno. Ma ora penso alla mia Nazionale, ma ribadisco che sto bene dove sto». I tormentoni resistono a ogni latitudine e per alimentarli basta un sospiro, un respiro o un intercalare, una frase apparentemente banale, o un «può succedere di tutto», che, attribuito a Vengelos, procuratore di Hamsik, dà senso alla giornata, la anima, la agita, la scuote, sino all’ennesima teoria del centrocampista: « Io in Italia sono felice. Sono tutti belli i campionati, quello spagnolo, quello inglese, ma io sto bene ora».
Fonte: Corriere dello Sport