// June 28th, 2009 // No Comments » // Calcio, Napoli
L’uomo dei sogni atterra su Napoli e la vive infagottato nella sua maglia azzurra, splendidamente intonata con il cielo, con il mare: le sette della sera, il caos di Capodichino, ma tutt’intorno è calcio e Quagliarella, sono gli ohhh di ammirazione e gli sguardi ammiccanti della sua gente. Castellammare di Stabia l’aspetta a braccia aperte, per premiar l’orgoglio cittadino d’un figlio che ce l’ha fatta, ma quando Napoli e il san Paolo restano alle spalle sue, a quelle di Alice, a quelle di papà Vittorio, è già nostalgia da scacciare: « Vado in Polinesia con Alice e i miei genitori, torno il 17. Sapeste quello che sto provando…» . Gli occhi possono più
Quagliarella, che effetto fa?
« E’ una vita che speravo di arrivare qui come calciatore del Napoli e ora che ce l’ho fatta posso esprimere tutta la mia gioia. E’ un momento che ho voluto, che ho inseguito».
E per fortuna è stata una trattativa lampo…
« Tre giorni però intensi. Appena mi hanno chiesto la mia disponibilità, non ci ho pensato su neanche due volte ed ho risposto sì » .
Cosa l’ha colpito?
«I programmi ambiziosi della società e la volontà ferrea nel volermi in questa squadra. Mi sono sentito importante».
E ora il San Paolo?
«Finalmente posso dire che questi sono i miei tifosi. Ci ho giocato contro e sentirmi nemico certo non mi piaceva. Ora sono dalla mia parte e io dalla loro».
Incredibile ma vero, lei voleva venire già in C.
«Con Iezzo ne parlavo all’epoca, quando ero un ragazzo e non avevo ancora fatto niente per meritare il Napoli. Ma il destino ci ha messo del suo e mi ha condotto qua».
Impressioni di questa campagna acquisti?
«Credo che in Europa dopo il Real Madrid ci sia il Napoli per quantità e qualità di investimenti. Non mi risulta che altre squadre abbiano speso tanto, rinforzandosi in maniera così massiccia. Sta nascendo una grande squadra».
I contatti tra lei e De Laurentiis sono frequenti…
«Ci sentiamo spesso, è vero. Telefonate vere, però, non sms: di messaggini ne mando a milioni ad Alice»
La frase più carina che le ha detto, De Laurentiis non Alice…
«Caro Fabio, sono napoletano come te e sono contento d’averti portato qui perché continuo a desiderare una squadra piena di napoletani».
A proposito di napoletani, con Di Natale come va?
«Telefonate quotidiane e io glielo dico ogni giorno: Totò vieni qui, riformiamo il tandem di Udine; e poi c’è Lavezzi. E lui che risponde: vediamo, vediamo…».
Per ora ha detto no, lasciando a Pandev i titoli del giornali.
«Altro grande giocatore. Tanto per Di Natale quanto per Pandev parlano le carriere; il loro talento è raccontato dal campo».
Restiamo a Napoli: Lavezzi al suo fianco…
«E’ quello che spero, che voglio. Intanto devo ringraziarlo per i complimenti che mi ha fatto e poi lo aspetto. Non mi permetto di entrare nel merito della vicenda, che è strettamente personale, ma lui è semplicemente straordinario e io lo ammiro da quando l’ho visto per la prima volta. Mi auguro che torni, perché insieme possiamo soltanto divertirci».
L’ultimo contatto con Donadoni?
« Giorni fa. Mai parlato del modulo, questo no. Ma comunque in Nazionale io ho fatto praticamente tutto, mentre nell’Udinese ho avuto mansioni più specifiche: prima punta nel modulo con il tridente; seconda, invece, quando si giocava in due in avanti».
E questo Napoli dove può arrivare?
«Non voglio illudere i tifosi. Meglio essere pratici. Inutile sbilanciarsi sulla zona- Champions, sull’Europa. Andiamo in campo e giochiamocela: sta nascendo una grande squadra».
Fonte: Corriere dello Sport