Autore di una tripletta storica proprio ieri sera, Federico Valverde è l’oggetto del desiderio di molti. Eppure il numero 8 delle Merengues è più vicino alla Serie A di quanto si pensi.
In questo marzo 2026, esiste un nome capace di mettere d’accordo ogni direttore sportivo, ogni allenatore e ogni appassionato di calcio nel mondo: Federico Valverde. Il centrocampista uruguaiano del Real Madrid ha smesso i panni della promessa per indossare quelli del monarca assoluto del rettangolo verde. La sua prestazione nell’andata degli ottavi di Champions League contro il Manchester City è già entrata nella leggenda: una tripletta d’autore siglata interamente nel primo tempo, un uragano di potenza e precisione che ha abbattuto la corazzata di Guardiola e confermato il “Pajarito” come il nuovo leader carismatico della gestione Arbeloa.
Non è un mistero che oggi qualsiasi top club farebbe carte false per assicurarsi le prestazioni di un calciatore totale, capace di abbinare una corsa inesauribile a una qualità balistica che lo vede spesso protagonista di gol da cineteca. Eppure, tra l’elite della Premier League che bussa alla porta dei Blancos con offerte da tripla cifra e il prestigio della Liga, la Serie A è molto più vicina al destino di Valverde di quanto le cronache attuali possano lasciar intendere. Non si tratta solo di suggestioni di mercato, ma di un legame che affonda le radici in un passato recente che avrebbe potuto cambiare per sempre l’inerzia del nostro campionato.
Il “Pajarito” mancato: quando Valverde poteva essere del Napoli
Il velo su quello che sarebbe potuto essere il colpo del secolo per il calcio italiano è stato squarciato da Valter De Maggio. Il direttore di Kiss Kiss Napoli, nel corso di Radio Goal, ha svelato un retroscena che ha dell’incredibile: nel 2019, Federico Valverde è stato a un passo, anzi a un sospiro, dal vestire la maglia del Napoli. L’architetto dell’operazione era Cristiano Giuntoli, che aveva già definito ogni dettaglio con il Real Madrid per un trasferimento che sembrava ormai inevitabile. Come raccontato da De Maggio, “per 48 ore è stato virtualmente un giocatore del Napoli”. Il calciatore era atteso a Roma per le visite mediche di rito a Villa Stuart, ma il destino ha preso un’altra piega quando Zinedine Zidane, allora tecnico delle Merengues, si è opposto con fermezza bloccando la cessione all’ultimo istante.

Il “Pajarito” mancato: quando Valverde poteva essere del Napoli (foto: profilo X Napoli)
Pensare oggi a quel mancato approdo fa tremare i polsi, specialmente osservando il Napoli di Antonio Conte che, proprio in questi giorni, sta ritrovando la sua identità vincente. Con i rientri graduali di Anguissa e Kevin De Bruyne, gli azzurri stanno ricostruendo l’ossatura necessaria per difendere il piazzamento Champions dall’assalto di una Roma agguerritissima e del sorprendente Como, distanti ora solo cinque punti. Mentre Conte prepara il diktat per la sfida di sabato contro il Lecce – dove la vittoria è l’unico risultato ammesso – e attende il ritorno a pieno regime di McTominay subito dopo la sosta, il fantasma di Valverde resta un promemoria di come la storia del calcio sia fatta di sliding doors.








